di Laura Frigerio
È in corso a Milano l'edizione 2026 di Party Like A Deejay, l'evento targato Radio Deejay che ormai da qualche anno anima la città (in particolare Parco
Sempione, Arco della Pace e Castello Sforzesco). Un evento (realizzato in collaborazione con il Comune di Milano) amatissimo e seguitissimo, ricco di appuntamenti.
Ad aprire le danze, venerdì 5 giugno presso il Cortile delle Armi del Castello Sforzesco, è stato Linus con “50 Linetti” ovvero il suo one man show inedito per festeggiare i 50 anni di radio,
raccontandosi per quasi due ore tra musica, curiosità, spaccati di vita vera, ricordi personali e aneddoti.
Proprio Linus ha poi aperto sabato 6 giugno, nella medesima location, il ricco programma degli Speakers’ Corner con quello di “Deejay Chiama Italia”. Presenti
naturalmente tutti coloro che fanno da colonna portante a uno dei programmi cult della radio, a partire da Nicola Savino.
Noi eravamo presenti e dobbiamo dire che siamo rimasti colpiti dall'altissima affluenza (nonostante fosse mattina), ma soprattutto dall'entusiasmo e dal calore degli ascoltatori di Radio Deejay. Certo, stiamo parlando non di una semplice radio, ma di una vera e propria istituzione che ha accompagnato con i suoi programmi e la sua musica le giornate di più generazioni e continua a farlo, però vedere con i propri occhi come le persone si sentano "a casa" con la "splendida tribù" di Radio Deejay trasmette davvero tanta energia positiva.
Durante lo Speakers’ Corner di “Deejay Chiama Italia” Linus ha risposto alle domande del pubblico, che tra le varie cose ha chiesto a quale maratona (essendo lui un appassionato
di corsa) vorrebbe partecipare. «Anche se quella di Boston è più tecnica, direi la maratona di Tokyo perché così unirei l'utile al dilettevole visitando il Giappone, dove non sono mai stato.
E poi sono curioso di vedere come corrono i giapponesi» - ha dichiarato.
Volete invece sapere qual è il primo vinile che ha acquistato? «Dovete sapere che, nonostante io abbia iniziato a fare il dj nel 1975, il primo giradischi è arrivato 5/6 anni dopo con il 45
giri di "Vengo anch'io, no tu no" di Enzo Jannacci che i miei genitori hanno regalato a mia sorella. Invece il mio primo vinile, che ho acquistato insieme a un amico, è stato "Wish You Were Here"
dei Pink Floyd».
Invece a Nicola Savino non si poteva fare a meno di chiedere delle sue imitazioni: «Le più belle sono quelle che nascono nei corridoi, che quasi mai vengono fatte in diretta,
anche perché magari sono un po' "scorrette"».
crediti foto e video: Televisionemania
