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informazione e talk show  ·  06. marzo 2026

Stefano Mancuso e Lillo Petrolo ci raccontano La pelle del mondo

di Laura Frigerio

Un viaggio in sei puntate dedicato alla vita sulla Terra, alla biosfera e al ruolo delle piante nel nostro futuro. È “La pelle del mondo”, il nuovo programma di Rai Cultura (prodotto da Be Water Film), pronto a debuttare venerdì 6 marzo in prima serata su Rai3. 
Alla conduzione troviamo Stefano Mancuso, professore universitario, scienziato e saggista di fama internazionale, che sarà accompagnato da Lillo Petrolo, attore sensibile e brillante, da sempre attento ai temi della natura e dell’ambiente.
Avremo così delle riflessioni profonde, ma condite da quel pizzico di leggerezza in grado di fare arrivare ancora di più il messaggio.
Mancuso dialogherà con numerosi protagonisti del mondo della cultura, della scienza e dello spettacolo, con cui approfondirà i temi centrali della serie: la salvaguardia del pianeta e, di conseguenza, il futuro dell’umanità. 

GLI INGREDIENTI DELLE VARIE PUNTATE
Ogni puntata sarà dedicata a un tema specifico, affrontato attraverso una divulgazione scientifica rigorosa, mai banale e allo stesso tempo divertente e fruibile.
I momenti più "scientifici" si alterneranno a interventi ironici e leggeri di ospiti come: Corrado Guzzanti che torna nei panni di Vulvia con il suo inconfondibile Rieducational Channel; Maccio Capatonda che propone il surreale Podcast sostenibile; Chiara Francini che racconta e declama le storie di alberi straordinari, ampliando lo sguardo emotivo e simbolico del racconto.
Oltre a studiosi, scienziati e specialisti della materia, il programma è arricchito da un parterre di ospiti trasversali, tra cui Stefania Andreoli, Caterina Balivo, Alessandro Barbero, Guido Maria Brera, Vasco Brondi, Mario Calabresi, Vinicio Capossela, Serena Dandini, Christian De Sica, Antonio Dimartino, Anna Favella, Alessandro Gassmann, Victor Kossakovsky, Chiara Pavan, Cecilia Sala, Giuliano Sangiorgi, Giovanni Storti e molti altri.
"La pelle del mondo" intreccia ecologia, botanica ed etica, proponendo un cambio di visione necessario: smettere di consumare la Terra e iniziare a proteggerne la sua superficie. Un racconto basato su solide ricerche scientifiche, lontano dall’allarmismo, pensato per coinvolgere il grande pubblico.

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LE DICHIARAZIONI DEI CONDUTTORI
«Sono temi di cui parla poco, perché sembra che abbiano un effetto deterrente sul pubblico, ma in realtà sono estremamente affascinanti. Dipende da come li si veicola: si può infatti parlare di ambiente e futuro in maniera corretta, senza inutili catastrofismi o un approccio troppo cattedraticolo (e lo dico da accademico)» - spiega Stefano Mancuso - «Il titolo del programma riguarda proprio lo straterello in cui tutti viviamo ovvero la biosfera, è imporante far capire ai telespettatori che siamo parte di un tutto che è la natura. È per questo che è importante prendersene cura».


«Sono sempre stato sensibile all'argomento e mi piaceva l'idea di cercare di creare un programma di questo tipo. Quindi, quando è arrivata la proposta, ero molto contento e conoscere Stefano Mancuso è stata per me l'apoteosi. Tra di noi si è creata una immediata empatia» - dice Lillo Petrolo - «Un approccio leggero non significa cadere bel banale, anzi. Siamo partiti da un copione scritto, ma c'è stata molta improvvisazione perché io volevo veramente saperne di più. Credo che il messaggio fondamentale sia che non esiste una gerarchia con l'uomo in cima, ma siamo una cosa unica».

 

 

 

 

 

 

 

 



Crediti foto: ufficio stampa Rai

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