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Generazione 56K, la bella sorpresa estiva di Netflix

di Laura Frigerio

Nel bel mezzo dell’estate Netflix tira fuori dal suo magico cappello a cilindro un piccolo ma preziosissimo gioiello, destinato a conquistare gli addicted seriali.
Si tratta di “Generazione 56K”, la nuova serie tv italiana prodotta da Cattleya (parte di ITV Studios) e realizzata in collaborazione con The Jackal (gruppo Ciaopeople), che non si limita ad essere una romantic comedy e, come si evince dal titolo, vuole raccontare quella generazione che ha vissuto la nascita da internet durante l’adolescenza e ora si trova, in età adulta, a convivere con un mondo virtuale fin troppo invadente.

Proprio per questo la narrazione, ambientata tra Napoli e l'Isola di Procida, si muove su due binari temporali: la contemporaneità e i flashback che ci riportano nei mitici anni'90 (per la precisione nel 1998), quelli degli 883 e dei modem (56K) rumorosi.

Al centro la storia Daniel e Matilda, che si conoscono ai tempi delle medie e si ritrovano per caso da adulti. Insieme a loro gli amici di sempre, presenze fondamentali: Luca e Sandro da un lato e Ines dall'altro. Tra Daniel e Matilde c'è qualcosa rimasto in sospeso, che il destino ha deciso di ricordare permettendo loro di riscoprire la parte più pura di se stessi. Quella parte che la vita, con le delusioni, il disincanto e i ritmi accelerati, aveva accantonato in un angolo nascosto della loro memoria.
“Generazione 56K” fa sorridere, commuovere, battere il cuore e riflettere, stupendoci con gli effetti speciali delle cose semplici, che sono anche le più importanti.

LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI
“Generazione 56K” nasce un’idea originale di Francesco Ebbasta, da lui scritta insieme a Costanza Durante, Laura Grimaldi e Davide Orsini, che ne è anche head writer. Dietro la macchina da presa dei primi quattro episodi Francesco Ebbasta, mentre Alessio Maria Federici firma la regia dei restanti quattro.


“Inizialmente voleva essere l'idea per un romanzo. Ero a un matrimonio e la sera mi sono ritrovato a parlare con lo sposo, che mi ha confidato di essere convinto che la neo-moglie fosse la persona giusta ma al tempo stesso si chiedeva quanto avesse influito il fatto di essere nati nello stesso paesino. Così la paura di poter desiderare altro, anche se non lo si desidera davvero, è stato il seme che ha portato alla nascita di questa serie”
- racconta Francesco Ebbasta.

Il cast è indubbiamente un punto di forza di questa serie. Daniel, per esempio, è interpretato nella versione ragazzino da Alfredo Cerrone e in quella adulta da Angelo Spagnoletti, che dichiara: “È stato interessante trovare il punto di unione tra i due tempi, è qualcosa che ho sentito mio. Sarà che viviamo quotidianamente questa realtà influenzata dalla tecnologia, tanto che persino l'amore lo si affronta in una dimensione social. Penso che la società attuale vada troppo veloce e ci porti a concentrarci troppo su noi stessi, mi manca ascoltare l'altro".

Matilda invece è interpretata da Azzurra Iacone negli anni'90 e da Cristina Cappelli nei tempi odierni. “È un personaggio affascinante, perché piena di conflitti dettati dal passato pressante che si porta dietro. E nell'arco della storia una una evoluzione molto evidente, grazie a Daniel riscopre la parte bambina di sé, che aveva censurato”.

A vestire i panni della sua migliore amica Ines è Claudia Tranchese: “Sono felice per qusto ruolo, perché è empatico e ha un grande senso di protezione nei confronti dell'amica, fin da quando erano bambine. Mi piace pensare che sotto questo aspetto così sicuro Ines nasconda una sorta di ammirazione per Matilda, che ha sempre il coraggio di seguire le sue emozioni”.

Poteva poi mancare la quota The Jackal nella serie? Assolutamente no: nei panni di Luca e Sandro troviamo quindi Gianluca Fru e Fabio Balsamo.

“Nonostante l'età, Luca mantiene quella mancanza di filtri che aveva anche da bambino. Non è del tutto cresciuto, non riesce a nascondere quando qualcosa non gli piace e ha difficoltà nel vivere le relazioni sociali che lo portano a rinchiudersi nei suoi mondi, dal piccolo gruppo di amici a videogiochi, cercando così di proteggersi dal mondo esterno” - dice Fru.

Invece Fabio Balsamo del suo personaggio dice: “Io rappresento la controparte rispetto alla linea narrativa centrale, che è insicura e in conflitto, non sa cosa vuole. Invece Sandro è un uomo sposato, che si nutre dei valori del passato”.
E sull'esperienza seriale targata The Jackal aggiunge: “È un ulteriore campo di sperimentazione per noi. Ci siamo reinventati e siamo dovuti ripartire da zero, con un approccio nuovo e con umiltà”.


 




crediti foto: ufficio stampa

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