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Il Commissario Ricciardi, nella Campania anni ’30

di Laura Frigerio

Una delle serie tv italiane più attese di questo 2021 è indubbiamente “Il Commissario Ricciardi”, tratto dai romanzi di Maurizio de Giovanni (editi da Einaudi Stile Libero) e diretto da Alessandro D’Alatri, con protagonista Lino Guanciale. L’appuntamento è su Rai 1 da lunedì 25 gennaio, alle ore 21.25.
Gli episodi totali sono sei e andranno avanti fino all’1 marzo.

A fare la differenza è l’ambientazione: “Il Commissario Ricciardi”, infatti, ci riporta nella Campania degli anni’30. Sarà infatti un viaggio nella memoria tra strade ricostruite e piazze trasformate di una Napoli con ambientazioni d'epoca nei magnifici teatri cittadini San Carlo e Sannazaro, tra le chiese del centro storico, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, la neoclassica Villa Pignatelli, la settecentesca Reggia di Portici. E ancora nelle città casertane di Capua e Castelvolturno e nel borgo medievale di Nocera Inferiore (Salerno).
È un tour sospeso nel tempo quello tra i luoghi della regione scelti con il supporto della Film Commission Regione Campania.

Per un più di un anno di riprese (dal 2019 e nell’estate 2020 con l'effettuazione gratuita di test anti-covid), la Fondazione regionale, presieduta da Titta Fiore e diretta da Maurizio Gemma, ha assistito la produzione della serie tv Rai nella valutazione e nella riscoperta di numerose location di prestigio con un grande impegno nella ricerca dei set e nella selezione dei siti più adatti a ricreare ambienti e scenografie.


Della città di Napoli, oltre ai teatri San Carlo e Sannazaro, si potranno ammirare lo splendido Complesso monumentale dell’Annunziata, di età medievale e situato nel centro storico a ridosso del quartiere Forcella, con la Basilica, il Succorpo vanvitelliano e il cortile, la seicentesca Chiesa di San Ferdinando in Piazza Trieste e Trento con scene girate anche al vicino Palazzo Reale, nello storico Caffè Gambrinus e a Piazza del Plebiscito, simbolo della città con il palazzo della Prefettura, il Museo e Real Bosco di Capodimonte con riprese anche nel cortile della scuola di ceramica, Istituto ad indirizzo raro “Caselli-De Sanctis”, Villa Pignatelli alla Riviera di Chiaia, per arrivare fino al mare del Molo San Vincenzo. All'ex base Nato di Bagnoli invece sono stati ricostruiti la scenografia di Via Toledo e parte degli interni del Teatro San Carlo.

Protagonista anche la città di Portici con la sua Reggia borbonica, Monte di Procida con la spiaggia di Acquamorta, e ancora la cittadina di Nocera Inferiore (SA) con l’ex Caserma Bruno Tofano, nel rione medievale “Borgo”, costruita per volere di Carlo III di Borbone nel 1751, insieme a strade e ambientazioni realizzate nelle province casertane di Capua e Castelvolturno. L’opera è stata anche selezionata nell’ambito del progetto POC “Potenziamento dell'azione di promozione turistica e valorizzazione dell'immagine della Campania attraverso le produzioni audiovisive” con l’acquisizione di contenuti finalizzati a future iniziative di promozione territoriale.


LA TRAMA
Alfredo Ricciardi ha trent’anni ed è commissario della Mobile di Napoli. Catturare gli assassini è la sua vocazione nonché ossessione. L’uomo si porta dentro un terribile segreto, una maledizione ereditata dalla madre: vede il fantasma delle persone morte in modo violento e ne ascolta l'ultimo pensiero. Per questo il commissario si dedica in modo totalizzante al suo lavoro, indagando sui casi più spinosi e complicati. Per lo stesso motivo ha deciso di rinunciare all'amore, anche se l’amore arriva ugualmente, inaspettato e struggente.

IL CAST
Oltre a Lino Guanciale, troviamo Antonio Milo, Enrico Ianniello, Serena Iansiti, Maria Vera Ratti, Mario Pirrello, Fabrizia Sacchi, Nunzia Schiano, Adriano Falivene, Marco Palvetti e Peppe Servillo.

Volete vedere il backstage (in esclusiva per la Film Commission Regione)? Ecco qui: sito https://fcrc.it.




crediti foto: Anna Camerlingo

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