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Piacere Maisano, nuova puntata sull'immigrazione

di Redazione

La terza puntata della seconda stagione di “Piacere Maisano” (una produzione originale di EndemolShine Italy) andrà in onda oggi, in seconda serata, su TV8.


Stavolta Marco Maisano ci porta in Africa Occidentale, alle prese con la crisi economica prodotta dal Covid-19. Una crisi che sta interessando, in particolare, il Ghana, che sebbene sia ricco di risorse minerarie e petrolifere, è uno dei Paesi più colpiti dal fenomeno della migrazione: una interna che nasce dalle regioni settentrionali, per motivi economici e climatici, e una che dal Sud, per problemi legati al mercato del lavoro, tenta il pericoloso viaggio verso l’Europa e l’Italia.


Marco Maisano ci porta così alla scoperta delle contraddizioni di un Paese, potenzialmente ricco e stabile, da cui però le persone, soprattutto i giovani, sono costrette a emigrare. In Ghana, dove albergano pace, democrazia, crescita economica, convivenza interetnica e religiosa, esempio positivo in un Continente spesso dilaniato da conflitti, l’urbanizzazione cresce a ritmi vertiginosi, portando progresso economico e commerciale. Ma oggi nuove sacche di povertà stanno affiorando.

Per accertarsene Marco Maisano visita il sobborgo di Agbogbloshie, periferia di Accra, ribattezzato “Sodoma e Gomorra”. Qui vivono 80 mila persone: manca l’acqua, circolano droghe, c’è una guerra tra bande e la prostituzione è diffusa. Agbogbloshie è noto anche per essere la più grande discarica di rifiuti tecnologici di tutta l’Africa, dove computer, cellulari, stampanti e altri device arrivano illegalmente o sotto forma di donazioni dagli Usa e dall’Europa (con partenze anche dai porti di Genova e La Spezia!) e vengono smontati a mani nude o bruciati per recuperarne i componenti, sprigionando fumi tossici, piombo e metalli pesanti. Proprio ad Agbogbloshie finiscono spesso per lavorare i migranti che lasciano le campagne aride del nord. Da Agbogbloshie Marco Maisano si sposta poi a Kumasi, città all’interno del Paese, mitica capitale del regno degli Ashanti - il più importante gruppo etnico del Ghana - un regno che di fatto non esiste più, nonostante ancora sopravvivano numerose tradizioni ad esso legate.

Basti pensare alla figura dell’asantehene, che rappresenta ancora oggi il sovrano tradizionale, protagonista di eventi, feste e cerimonie. Il monumento più importante della città è il Palazzo Reale, che occupa tutta la collina e ospita un museo che esibisce la cultura ashanti nel corso dei secoli. Successivamente, Marco torna ad Accra, dove vivono 3 milioni di abitanti. Nella capitale si concentrano quasi il 70 per cento delle strutture produttive del Paese. Un’enorme ricchezza che però è distribuita in maniera diseguale. Petrolio, cacao, legnami pregiati, pietre preziose, pesce e frutta tropicale sono infatti nelle mani di poche multinazionali. Infine, Maisano incontra quei giovani ghanesi che da Accra cercano di venire in Europa. Si tratta spesso di migranti economici, ovvero persone che cercano di lasciare il proprio Paese nella speranza di trovare altrove migliori condizioni di vita.



crediti foto: ufficio stampa

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