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31-10-2020: La notte delle belve, su Cielo

di Redazione

Pronti per festeggiare un Halloween casalingo? Ricordate che è fondamentale creare il giusto mood, con delle visioni spaventose.

 

È per questo che Cielo ha preparato una programmazione a tema, intitolandola “31-10-2020: La notte delle belve”.

Si inizierà, in seconda serata, con il cortometraggio (in prima visione assoluta) “Ferine” del regista italiano Andrea Corsini. Un’opera sui confini della natura umana e su quanto siamo disposti a scendere a compromessi e ad accettare il nostro mostro interiore.

In Concorso alla 34ma Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia quest’opera ha fatto il giro del mondo partecipando a numerosi festival come il New York City Horror Film Festival, dove si è aggiudicata il prestigioso premio Audience Choice, la Mostra de Cinema Italià de Barcelona 2019: Curtmetratges e al Buenos Aires Rojo Sangre film festival 2019.

La trama? Una donna (Anna Della Rosa, ) vive in una villa in apparente stato di abbandono che sorge sul confine tra la società civilizzata e un bosco selvaggio dal quale è appena uscita a piedi nudi e sporca di fango. La donna raggiunge un centro commerciale nel quale inizia ad aggirarsi nei grandi parcheggi desolati e a pedinare un uomo a cui sembra voler tendere un agguato. Dai suoi gesti emerge qualcosa di feroce e minaccioso. Tutto sembra ricondurre a quel bosco, un luogo che nasconde la vera natura delle sue azioni.


La serata continua con alcune pellicole cult del cinema horror, thriller italiano, come “Femina Ridens” di Piero Schivazappa del 1969, una pellicola proto-femminista che vuole far emergere il concetto di donna mantide. Il Dottor Sayer (Philippe Leroy) è un uomo ricco che detesta le donne; un giorno rapisce un’affascinante giornalista, Maria (Dagmar Lassander) per sottoporla a degradanti giochi sadomaso, la quale con un sottile quanto astuto lavoro psicologico riesce a sovvertire la sua posizione da dominata, trasformandola in quella da dominante.

Si prosegue con due opere interpretate da Edwige Fenech, attrice musa di quegli anni; “Lo strano vizio della Signora Wardh” di Sergio Martino del 1971 e “Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer” di Giuliano Carnimeo del 1972.

Nella pellicola di Sergio Martino del 1971 si possono vedere i tratti di un’opera matura, un cult a tutti gli effetti. La ricetta di questo successo può contare su alcuni validi ingredienti, come la magistrale interpretazione della magnetica Edwige Fenech, oltre ad una colonna sonora e una location che danno vita ad un algido affresco mitteleuropeo. Julie Wardh, moglie di un diplomatico, si sente minacciata da un maniaco sessuale.
Nel frattempo è perseguitata dal suo amante Jean (Ivan Rassimov), soprattutto quando egli scopre che la donna ha cominciato a frequentare un altro uomo, George (George Hilton). Un’opera che trasuda poesia e morbosità, un imprescindibile elemento di una ricca serata dedicata all’animo oscuro dell’essere umano.


crediti foto: ufficio stampa

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