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As time goes by – L’uomo che disegnava sogni, su Sky Arte

di Redazione

Su Sky Arte (e in streaming su Now Tv) un nuovo affascinante documentario. Il titolo è “ As time goes by – L’uomo che disegnava sogni”, è stato diretto da Simone Aleandri e racconta la storia del pittore Silvano Campeggi. L’appuntamento è per sabato 22 agosto, alle ore 21.15.


Silvano Campeggi è stato uno degli ultimi grandi illustratori del cinema: i suoi manifesti (da “Via col Vento” a “West Side Story”, passando per “Casablanca” e “Ben Hur”), hanno fatto sognare intere generazioni di spettatori prima ancora di entrare in sala. Per dirla con le sue parole: “il cinema è stato la religione del ‘900 e noi eravamo come i pittori delle chiese”.


Il documentario ripercorre la lunga vita di questo artista prolifico, che ha disegnato più di 3000 manifesti per tutte le più grandi case di produzioni americane: Warner Bros, Paramount, Universal, Columbia, United Artists, 20th Century Fox.


La sua carriera inizia alla fine della Seconda guerra mondiale, quando riceve un incarico dalla Croce Rossa Americana per dipingere alcuni ritratti di soldati prossimi al congedo; entra così in contatto con la cultura, la musica e il cinema d'oltreoceano, e ne rimane affascinato. Dopo la guerra si trasferisce a Roma, dove conosce il pittore Orfeo Tamburi e il cartellonista Luigi Martinati e con loro entra nel mondo della cartellonistica cinematografica.
Il suo primo manifesto è del 1946, per il film "Aquila nera" di Riccardo Freda. Dopo poco tempo viene contattato dalla Metro-Goldwyn-Mayer per la realizzazione del manifesto del film "Via col vento", al quale seguiranno molti altri, rimasti nella memoria degli amanti della storia del cinema: "Casablanca", "Cantando sotto la pioggia", "Un americano a Parigi", "West Side Story", "Vincitori e vinti", "Exodus", "Colazione da Tiffany", "La gatta sul tetto che scotta".


Conquista anche gli attori: Elizabeth Taylor non voleva essere ritratta che da lui, “Nano”. Così Nano ha attraversato il Novecento con la matita in mano, lavorando ogni giorno fino a 95 anni; inconfondibile il suo tratto negli sguardi languidi delle star, nelle bocche voluttuose delle donne più belle dello schermo e nel soggetto che forse prediligeva sugli altri, i cavalli, sempre presenti nel genere peplum come nei western, e che Nano descrive come “modelli naturali di energia e passione, che sfuggono sulla carta, vanno oltre i disegno, facendoti intuire il movimento che precede e quello che segue quello che stai disegnando. I cavalli sono cinema prima del cinema!”



crediti foto: ufficio stampa

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